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Reporting e Bilanci di Sostenibilità

Il Bilancio di Sostenibilità rappresenta il più importante strumento di dialogo con gli stakeholders e con il territorio di riferimento; è lo strumento che consente di informare gli stakeholders su quanto ha realizzato l'impresa per contribuire allo sviluppo sostenibile, garantendo stabilità e sviluppo all'organizzazione.

Le attività di rendicontazione dei Bilanci di Sostenibilità si basano su standard elaborati a livello internazionale, tra i principali:

  • Global Reporting Initiative (GRI): sviluppato nel 1997 in partnership con l'United Nations Environment Programme (UNEP), integra le dimensioni economica, ambientale e sociale dell'attività di un'Organizzazione al fine di creare uno strumento capace di rappresentare la Responsabilità dell'Azienda verso la società.
  • AA1000 Assurance Standard: sviluppato per garantire la credibilità e qualità dei Bilanci di Sostenibilità e dei processi di rendicontazione, lo standard AA1000 SES consente la verifica del coinvolgimento degli stakolders nel processo di rendicontazione fondamentali per la revisione di report non finanziari.

L'Unione Europea ha previsto in tema di Responsabilità Sociale d'Impresa (CSR) con la Direttiva 95/2014 sulle "Comunicazioni di informazioni di carattere non finanziario". Dal 2017 diventa obbligatorio il Bilancio di Sostenibilità per le grandi aziende.

La Direttiva 95/201 prevede che le imprese, che costituiscono enti di interesse pubblico e/o di grandi dimensioni, siano obbligate a rendicontare una serie di informazioni "non finanziarie" sulle proprie iniziative: nella relazione sulla gestione dovranno includere una dichiarazione di carattere non finanziario contenente informazioni ambientali, sociali, attinenti al personale, al rispetto dei diritti umani, alla lotta contro la corruzione attiva e passiva in misura necessario alla comprensione dell'andamento dell'impresa, dei suoi risultati, della situazione e dell'impatto della sua attività.

Sono coinvolte nell'obbligatorietà le SPA quotate, le banche, le assicurazioni, e tutte quelle imprese che ogni singolo Stato membro riterrà di includere nella categoria per attività, dimensioni o numero di dipendenti.

In generale, sono coinvolte direttamente le organizzazioni in possesso di determinati criteri (ovvero circa 6000 imprese in Europa e circa 300-400 realtà italiane), quali:

  1. Essere una grande impresa, con un bilancio di almeno 20.000.000 Euro o un fatturato netto di 40.000.000 Euro.
  2. Avere più di 500 dipendenti.
  3. Essere un ente di interesse pubblico: particolarmente le aziende quotate, gli istituti di credito, le assicurazioni o altre imprese considerate come tali dalla legislazione nazionale in ragione della natura della loro attività, della loro dimensione o della forma societaria.

Oggi l'etica e la sostenibilità sono due aspetti premiati dal consumatore su cui vale la pena di investire: la reputazione comincia ad avere riscontri significativi sul business delle aziende.

È fondamentale che le imprese interpretino questo cambiamento come uno strumento di innovazione e di competitività e non come una scomoda obbligatorietà. In questo modo potranno utilizzare questi elementi per un maggiore coinvolgimento dei propri stakeholder.

Ai sensi della nuova Direttiva, tali soggetti saranno tenuti a redigere annualmente una dichiarazione contenente informazioni su ambiente, politiche sociali e legate ai dipendenti, diritti umani e anti-corruzione.

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