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UNA CONVIVENZA POSSIBILE TRA UOMO E MACCHINA


23/04/2018

UNA CONVIVENZA POSSIBILE TRA UOMO E MACCHINA

 

Si pensa sempre che il lavoro del futuro sarà caratterizzato dalla supremazia delle macchine sugli uomini.
In realtà, diversi studi dimostrano come il futuro non potrà essere appannaggio degli automi, ma bensì una nuova forma di convivenza tra uomo e macchine.
Questa convivenza si candida ad essere la nuova sfida trasformativa per le aziende, con particolare riferimento all’area organizzativa deputata alla gestione delle risorse umane.
Le “risorse umane” saranno sempre fondamentali, ma avranno qualità differenti che dovranno essere costantemente coltivate e implementate.
Per permettere la convivenza tra uomo e macchina sarà necessario investire tanto nell’automazione quanto nelle persone.
È richiesto un cambio di mentalità perché questo possa avvenire.
Tra le nuove responsabilità delle direzioni Risorse Umane è da annoverare l’employability dei propri collaboratori attraverso, ad esempio, programmi di formazione e aggiornamento.
Perché questo?
I già citati studi, oltre ad aver evidenziato la possibilità di una convivenza tra uomo e macchina, hanno dimostrato come saranno sempre più necessarie abilità specifiche di tipo specialistico (che, per loro natura, hanno un ciclo di crescita e di declino rapido) e competenze maggiormente trasversali (come empatia, capacità di apprendere dall’esperienza, autonomia).
Ciò significa che il passaggio storico segnato dalla rivoluzione industriale 4.0 richiede una trasformazione anche nelle stesse direzioni delle Risorse Umane: è un “abilitare” le persone e non più “governarle” quando prendono parte a lavori di gruppo, nella rete sociale lavorativa, o nei progetti di team per raggiungere un equilibrio tra capacità specialistiche e relazionali.
Tutto questo potrà essere agevolato dal cambiamento degli spazi organizzativi.
Un rinnovo, infatti, della realtà aziendale anche a livello di ambiente di lavoro non più rigidamente legato alla mansione o all’anzianità di servizio, ma rispetto agli obiettivi da raggiungere in gruppo.
La trasformazione, per essere efficace e permettere di raggiungere i risultati attesi di convivenza tra uomo e macchine nel prossimo futuro, dovrà riguardare tutti i livelli dell’organizzazione, dal più basso al più alto, CEO compreso.
L’azienda dovrà rinnovarsi sia a livello di connessione, sia a livello tecnologico, pur mantenendo le persone al suo interno: sale comuni per le riunioni, sistemi di videoconference, certificazione automatica della presenza del dipendente sul luogo di lavoro.
Questo cambio di mentalità, anche culturale, porta il tema del lavoratore all’interno di un più ampio approccio basato sulla flessibilità, sulla collaborazione e sull’ottimizzazione degli strumenti (anche tecnologici).

 



 

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